Oggi è la Giornata della Memoria.
Oggi, in questo momento, le vostre letture, opinioni politiche, credenze religiose, valori morali, ed il vostro aspetto, stato di salute o bagaglio genetico sono graditi ai governanti od alla maggioranza che essi rappresentano?
O forse c’è un fattore che vi rende “diversi”? O rende “diverso” qualche vostro amico o parente?
Già leggere questo blog vi rende sospetti, non è nemmeno “registrato”.
Lo stato potrebbe venire in ogni momento a sfondarvi la porta a calci, se fossimo nel ’43, e TACK! Campo di sterminio!
7.000 cittadini italiani furono torturati e poi inceneriti per i suddetti motivi, tre generazioni fa. Sembra un tempo lontanissimo, in bianco e nero, “scollegato” dalla nostra realtà digitale.
Eppure non è tanto tempo fa, c’è gente per cui quell’esperienza è un fatto reale ed indelebile come un numero di serie tatuato sul braccio. Insieme ad altri 6.000.000 persone, quella volta è toccato agli ebrei. Immaginate se all’istante tutti gli abitanti dell’Hinterland di Milano sparissero, giusto per avere un idea della cosa.
Potremmo essere davvero noi i prossimi? Oppure non succederà mai? Sono sicuro che lo pensavano anche nel ’38. Oggi l’Italia è una nazione liberale e responsabile? A me pare che qui le libertà altrui siano difetti da correggere, e le responsabilità proprie siano bagatelle da dimenticare.
Non mi pare che capiamo il valore della libertà, anzi per alcuni (che in buona o cattiva fede la scambiano per assenza di giustizia) può essercene anche troppa.
“In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.” Ancora oggi?
Io penso di si.
Molta gente crede che lo stato non debba garantire la società, ma debba indirizzarla; crede che ci sia un modo evidentemente giusto di pensare, chi non è d’accordo è uno che non capisce e va educato. Ovviamente non parliamo di legalità (del resto chi crede che sotto il nazifascismo o il comunismo ci fossero legge o giustizia è un illuso; in quei regimi i diritti dei potenti valgono 1000 volte quelli del “cittadino”). Punire un reato è giusto, punire una scelta inoffensiva per nessuno è sbagliato.
C’è molta gente che ce l’ha ancora con gli ebrei (ora si fanno chiamare antisionisti, Israele non deve esistere ma per il resto va tutto bene) o con gli zingari od i gay. Addirittura “ebreo” e gay sono insulti, per alcuni.
Altri dicono che tanto Ahmadinejad è un burlone, e non si domandano come mai “in Iran i gay non esistono”, nè si scandalizzano se i missili nucleari li sposteranno con camion Iveco.
Oggi in occidente siamo tutti d’accordo nel ricordare le vittime dell’olocausto, e nel condannare i fascisti (non tutti d’accordo a difendere gli ebrei, però). Domani, scopriremo che alcuni gay sono contro Israele, ed alcuni ebrei stanno con l’Iran. Allora noi dovremo capire che non è questione di quale parte si sceglie, ma di quanto stia a cuore la libertà, nostra e degli altri.
Forse sapete già che in Stazione Centrale c’è ancora il binario 21, da cui spedivamo (insieme agli amici tedeschi) la gente ad Auschwitz. I lavoratori che lo usano per manifestare dovrebbero vergognarsi.
ps
C’è chi dice che lo sterminio degli ebrei lo fecero i nazisti, e gli italiani fossero “simpatizzanti passivi” anche per motivi morali. Io non ci credo, e comunque non accetto questa distinzione. Noi abbiamo cambiato sponda in corsa, ma ci resta una bella responsabilità morale.
pss
W Israele!
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